Vestirli uguali: sì o no?

Ho già parlato della tragedia della mia infanzia quando ero costretta a vestirmi come mio fratello (no, non in versione femminile, proprio uguale uguale). Ecco. Quindi mai avrei voluto far rivivere ai miei figli la stessa deprimente esperienza (essere scambiata per un maschio, non potrei esprimere i propri gusti ecc ecc).

Ma, come spesso accade, i figli ci prendono in contropiede e il mio ragazzino nel negozio di abbigliamento dove stavo scegliendo i vestitini per il piccolo… TAAAC si è preso la stessa maglia nella sua taglia. Cioè un seienne ha scelto di vestirsi come un mezzenne. Così.

Io ovviamente mi sono sciolta in un bagno di tenerume (Oooooooh che cariiiiiiino) nel quale si sono sciolti pure tutti i miei preconcetti sui fratelli vestiti uguali.

Ho capito dal suo sguardo fiero che così si sentiva parte di una squadra, la “squadra dei fratelli”, o “dei maschi di casa” (infatti è ancora più felice quando riesce a coinvolgere il papino).

Ecco in quest’ottica mi piace, soprattutto perché è un desiderio che parte “dal basso”, non è imposto. E il risultato non mi crea disagio, come magari qualche scelta dei bambini in tema di abbigliamento può fare (vedi quando si impuntano per mettere il vestito da spiaggia in inverno o la maglietta dell’Inter a un battesimo…)

Perché, bisogna dirlo, dentro il guardaroba si gioca molto del rapporto genitori-figli. Si gioca l’immagine che vogliamo dare di noi genitori attraverso i figli (visto il mio piccolo lord/la mia principessa come sono ben curati/pettinati/ordinati?), si gioca l’immagine che un figlio vuole dare di sè (visto che figo/a che sono con la cresta/la collana di pasta/il vestito di frozen sopra il maglione e mille altre raffinatissime variabili). Manco a dirlo queste due “immagini” spessissimo cozzano e cominciano le battaglie.

Vestire i fratelli (o le sorelle) uguali ha anche questo vantaggio: meno sbattimento nel momento della scelta davanti al guardaroba, meno battaglie (due al prezzo di una), più velocità. E un’immagine ordinata e coordinata che non può che far felici noi mamme disperatamente caotiche.

Quindi se la “divisa” da fratelli/sorelle piace ai bambini io oggi dico: ben venga!

Se invece la subiscono come una mania della mamma allora secondo me non ne vale la pena. Si sentirebbero a disagio, forse ridicoli, di sicuro non se stessi.  Ci può essere punizione peggiore?

 

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