Bambini al ristorante. Mission Impossible?

Ieri mi sono capitate una dopo l’altra due notizie sull’argomento “bambini al ristorante” (di cui già ho parlato in questo post) che mi hanno fatto cadere le braccia.

Prima ho letto del sito di Repubblica il decalogo del bon-ton dei bambini a cena fuori stilato da Nicola Santini, “esperto di galateo” e mi è sembrato di tornare agli anni Cinquanta…. (Qui il link)
Poi mi è capitato di vedere i commenti sdegnati al post di una pizzeria che ha pubblicato le foto della saletta giochi al termine di una serata. Manco fossero passati gli unni.

Verrebbe da dire che i bambini oggi sono incontenibili e che i genitori non sanno più fare i genitori.

Ma sarà così?

Personalmente mi pare ci si dimentichi di come sono i bambini. Che per loro natura sono sempre in movimento, sperimentano, fanno spesso danni e di solito parlano, ridono o piangono a voce troppo alta.

Quindi?

Secondo me dovremmo essere consapevoli delle loro esigenze e prevedere i loro comportamenti.

Senza né imporre un comportamento innaturale (stai seduto composto a tavola finchè tutti hanno finito), né lasciare libero sfogo senza supervisione (distruggi tutto tanto sei un bambino).

Insomma, se fai una saletta giochi o c’è un adulto che supervisiona o ci sono giochi “a prova di bambino”. Nemmeno ai miei figli, a casa mia, sotto i 4/5 anni, lascerei in mano pennarelli senza guardarli. Non so come ritroverei il divano o le pareti! Idem con i libri non cartonati, o con giochi che si smontano.

Non è questione di educazione, è proprio questione di età.

Possibile che invece si urli sempre allo scandalo?

Sì, i bambini disturbano, i bambini scandalizzano. Meno male dico io.

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