Videogiochi sì o no?

Sincera: non mi piacciono i videogiochi. Non mi piace giocarci e non mi è mai piaciuto vedere i bambini attaccati agli schermi per ore e ore.

Li ho sempre “accettati con riserva”, un po’ come un “male” inevitabile  per i nostri piccoli nativi digitali,  ma da arginare.

Fino ad ora. Fino a che ho pensato: e se cambiassi punto di vista? E se videogiocare non fosse poi così diverso da giocare? Se non fosse “il male” del digitale, ma una risorsa in più?

Tutto questo da quando mi ritrovo in casa un 7enne iper-appassionato di QUALSIASI videogioco, che se non lo stoppo salterebbe da iPhone a Mac a iPad e ritorno attraverso gli innumerevoli giochi che ha scaricato (e che mi intasano ormai tutti i dispositivi).

Finora devo dire che mi limitavo a guardarlo con un mix di preoccupazione e incomprensione. Finché in casa non è entrata una console di gioco (ovvio, portata dal papà). E qualcosa è cambiato.

Prima di tutto perché giocando sulla tv sei inevitabilmente coinvolta nei giochi che fa. Che vuol dire capire il gioco e vedere come ci interagisce tuo figlio.

Perché di fatto quando gioca sul tuo cellulare non è che sai bene cosa stia facendo; sì hai controllato che sia un’attività adatta alla sua età ma poi spesso lo lasci smanettare da solo.

L’unica cosa che fai di solito è dare dei tempi: che vuol dire metterti a urlare SPEGNIII quando ti pare si sia raggiunto un tempo limite, o, diciamolo, quando hai finito di fare quello che stavi facendo (cucinare? telefonare? cenare?) e non ti serve più il cellulare/tablet-babysitter… Eh, sì, io l’ho fatto.

Con una “console domestica” è diverso. Lo vedi, partecipi, pure se non hai il minimo interesse per il gioco.

E io ho visto per la prima volta le seguenti cose:

  1. Caspita quanto sono fatti bene i videogiochi! La grafica, le musiche, la storia che raccontano. Una vera avventura in cui ti immergi con tutti i sensi.
  2. Quanta, quanta gente ci gioca! Sembra una banalità, ma avete mai pensato che i videogiochi più famosi hanno coinvolto molti, molti più spettatori (e budget) dei più grandi kolossal cinematografici?
  3. Quanto sono bravi i nostri bambini! Lo vedo con mio figlio, ma pure con i suoi amici. Raggiungono un livello inarrivabile per noi adulti (parlo per la nostra famiglia!). Una capacità di concentrazione, di apprendimento, di velocità nel prendere decisioni… sorprendente.

Ok ok, sento già i vostri contro-commenti: eh sì, bello bello, ma poi chi li scolla più? E il gioco all’aria aperta? E lo sport? E le relazioni sociali? E via con l’ansia del “non-gli-farà-male??”

Beh… ecco che qui vi tiro fuori dal cilindro gli imprevedibili effetti collaterali che ho visto da quando videogioca a calcio.

  • PRIMO: ha iniziato a giocare a calcio!! Dico quello vero, con la palla vera, amici veri e tutto il resto. Prima non gli piaceva proprio. Ora appena vede due bambini e un pallone si butta felice.
  • SECONDO: vede le partite con il papà! Giuro, prima non gliene fregava niente, ora conosce tutti i giocatori, le regole, le “acrobazie”, insomma: apprezza!

Vi assicuro che mai avrei previsto di fare un post pro-videogiochi, e non è che ora non abbia comunque i miei dubbi su, ad esempio, la “giusta quantità” di prodotti digitali al giorno, ma, ecco, non mi sento di demonizzarli.

Ho capito che una passione – anche per i videogiochi sì – merita rispetto.

Ho capito che non va dato tutto per scontato, ciò che è bene e ciò che è male.

Ho capito che abbiamo sempre tanto da imparare anche noi genitori,

e abbiamo anche tanto da divertirci con i nostri figli, perché rinunciare?

Leave a Reply