Caro lettino (no non quello dei bambini)…

Macché sdraio, macché brandina, macché materassino. Qui al Forte (eh sì gli amici lo chiamano così) ci si sdraia su veri e propri lettini, anzi lettoni, con tanto di elegante copertura di spugna studiata ad hoc (per i più chic anche personalizzata con le proprie iniziale, eh beh) e pure morbido cuscino in pendant.

Un invito al relax, che ogni giorno mi viene rivolto e che ogni giorno sono costretta a declinare.

No, non voglio far partire la lamentatio della mamma al mare perché è un insulto a chi sta in città magari turbinando tra ufficio e campus vari, perché è davvero snob, irrispettosa e scorretta.

Ma lo farò.

Perché, sia chiaro, andare al mare con i bambini non può essere annoverata sotto la dicitura “vacanza”. È proprio un’altra cosa.

Lo dico soprattutto se hai bambini sotto i 3/4 anni, quell’età insomma in cui devi guardarli costantemente, non ci pensano proprio a stare in nessun mini-club e storcono il naso pure a stare con la nonna.

Ecco, ovunque tu vada con uno (o più) bambini di quell’età, devi a mio avviso fartene una ragione che al primo posto ci saranno loro, con i loro tempi e le loro esigenze.

E allora stare in “vacanza” al mare con loro assume tutto un altro significato.

  • Prendere il sole = cuocerti sul bagnasciuga mentre costruisci castelli o scavi buche, tante buche
  • Fare il bagno = immergerti con qualcuno abbarbicato al tuo collo (che di solito piange)
  • Fare la doccia = lavarsi con gli schizzi prodotti da tuo figlio mentre cerchi di lavarlo
  • Passeggiare sul bagnasciuga = inseguire tuo figlio per mettergli la crema/cambiargli il costume/raccattare i giochi che abbandona strada facendo
  • Sdraiarti sul lettino = placcare tuo figlio per cercare di infilargli il pannolino

E allora caro lettino, ci vediamo l’anno prossimo, sarà un’altra estate di sguardi… ma prima o poi SARAI MIO! 😊

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